Come lavoro

Prima di dirci che sì, abbiamo iniziato un percorso, ci incontriamo alcune volte, di solito almeno tre, in maniera più interlocutoria. Ci concentriamo sul riformulare il problema attuale e sull’avere un primo momento di confronto sulla situazione condividendo un quadro d’insieme. La serie dei colloqui di orientamento alla psicoterapia è indipendente dal prosieguo dell’attività e può costituire un momento autonomo di consulenza e/o di avvicinamento al mondo interno.

Riguardo ai percorsi strutturati nel tempo, ci sono differenti possibilità.

Il serpente che non può disquamarsi, perisce. Così pure gli spiriti ai quali si impedisce di mutare le loro idee: cessano di essere spirito. Friedrich Nietzsche

Psicoterapia focale breve di  durata predeterminata. Di solito utilizzo un’opzione di circa dodici sedute continuative, una alla settimana. Questa opzione è indicata nel caso in cui si voglia lavorare sull’ampliamento delle prospettive con cui guardare un singolo problema. E’ utile nel caso ci si voglia concentrare su una sintomatologia come ad esempio una sindrome fobica o di panico, ma anche qualora si debba prendere una decisione o anche in funzione di un obiettivo.

Possiamo fidarci del fuoco a condizione di sapere che la sua legge è di estinguersi o di bruciare. Marguerite Yourcenar.

Psicoterapia psicodinamica ad una seduta settimanale. L’orizzonte temporale che bisogna darsi è nettamente maggiore. E’ un setting molto indicato per chi ha la sensazione di essere bloccato nella propria crescita personale, ha sintomi indefiniti di ansia e depressione, ha bisogno di recuperare un equilibrio che sente perduto, necessita di un sostegno per fronteggiare eventi della vita. E’ il setting tipico anche per disturbi significativi ed acclarati quando il paziente sia seguito in contemporanea farmacologicamente da un/una collega psichiatra in una terapia bifocale.

Analisi. Lavoriamo con due o anche tre sedute settimanali. E’ il trattamento elettivo per chi vuole cambiare se stesso, conoscersi a fondo, recuperare il senso della propria storia e delle proprie appartenenze. In questo caso  ci disponiamo sempre ad accogliere i prodotti dei pensieri della notte, i sogni, anche attraverso l’utilizzo di un diario onirico. A volte si comincia con un assetto psicoterapeutico  e si decide poi di passare ad un setting analitico, nel momento in si è pronti occuparsi con piena determinazione del proprio modo di funzionare.

Utilizzo il setting vis-à-vis con il paziente e l’analista seduti (quasi) di fronte, come è tipico della tradizione junghiana.

In procinto di chiedere una consulenza psicologica? Può essere utile leggere anche il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.