Psicologa, Psicoterapeuta e Analista

Dr. Monica Gemelli, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della regione Campania, n° 2889 sez. A (verifica qui) e all’Albo degli Psicoterapeuti, psicologa analista membro ordinario A.I.P.A. – Associazione Italiana di Psicologia Analitica, affiliata alla I.A.A.P – International Association of Analitical Psychology, (verifica qui), CTU del Tribunale di Napoli, docente della Scuola Sperimentale di Specializzazione in Psicoterapia AslNA1.

Orari Studio Privato Psicoterapia, Rampe di Pizzofalcone 32,  Napoli

Lunedì: 8.00 – 14.00
Martedì: 8.00 – 13.00 e 15.00 – 20.00
Mercoledì: 8.00 – 14.00
Giovedì: 8.00 – 14.00
Venerdì: 8.00 – 12.00 e 18.00 – 20.00
Sabato: 8.00 – 13.00.

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Carl Gustav Jung

«Alla resa dei conti il fattore decisivo è sempre la coscienza, che è capace di intendere le manifestazioni dell’inconscio e di prendere posizione di fronte ad esse»

L’approccio junghiano è…  una sostanziale parità tra paziente e analista che si mette sempre in gioco; nessuna sottovalutazione dei problemi attuali; la relazione come strumento di conoscenza e di trasformazione;  i sogni rimessi in gioco nella creazione di una trama condivisa di metafore interiori; la costante attenzione alla relazione tra coscienza e inconscio; l’adattamento del metodo al caso specifico; l’importanza dei processi di individuazione personale e di integrazione collettiva.

Gli approcci. Tante parole diverse, che indicano scuole di pensiero differenti.
Psicoterapia è il termine giuridico della disciplina: per legge è una specializzazione post-laurea di medicina o di psicologia. A rigore, tutti gli interventi basati su una relazione durevole nel tempo, senza somministrazione di farmaci ed effettuati da professionisti iscritti all’albo, sono “psicoterapia”.
Gli orientamenti si differenziano per gli aggettivi che si scrivono dopo il termine “ psicoterapia”, come ad esempio “psicodinamica”, “sistemica”….
Le principali scuole psicoanalitiche mantengono i nomi storici: psicoanalisi freudiana, psicologia analitica junghiana, psicanalisi lacaniana.
Spesso attraverso i media veniamo in contatto con dichiarazioni relative alla  “superiorità” di un approccio rispetto ad altri (a volte – è vero – emergono ostinate rivalità tra gruppi, ma questo avviene anche nel mondo delle scienze della natura). Su questo punto la mia posizione è semplice: un/una professionista della psiche sa anche cosa stanno sperimentando o studiando gli altri, e soprattutto è capace di non smettere mai di imparare, lavorando costantemente sul proprio “punto di equilibrio” tra le emozioni e le teorie. Da paziente, sceglierei di incontrare un terapeuta e solo secondariamente, un approccio. 

Non ce la faccio più…
Una psicoterapia è troppo lunga e senza garanzie? Non sarebbe meglio risolvere con i farmaci? Certo, a volte. Ma molte meno volte di quanto si pensi. 
In ogni caso, non c’è incompatibilità. Gli psichiatri possono aiutare a spegnere l’assedio dei sintomi con le medicine, mentre la psicoterapia accompagna il paziente verso un nuovo assetto della personalità. Da questo punto di vista è tutto molto simile a quanto accade nella medicina somatica: se è possibile evitare i farmaci, magari introducendo delle buone pratiche di vita, molto meglio. Se   sono davvero necessari, allora, sotto stretto controllo medico, possono accompagnare percorsi individuativi.
Forse la psicoterapia va però pensata indipendentemente  dalla presenza o meno di una chiara ed univoca sintomatologia. La vita è cambiamento e cambiare se stessi è molto complicato. La relazione terapeutica offre uno spazio di ascolto di ogni disagio, per quanto indicibile possa apparire in origine. Un percorso può inoltre essere finalizzato alla ricerca di nuove forme di adattamento ai cambiamenti esterni,  di valori più autentici,  di soluzioni inedite,  di nuove energie per progettare il proprio cammino,  di un livello maggiore di consapevolezza, della capacità di vivere la dimensione creativa, dell’innalzamento della tolleranza allo stress, della ridefinizione dei confini tra sé e gli altri, del raggiungimento del pieno benessere psico-fisico.
 Diagnosi. Molte persone cercano i sintomi sul web e talvolta formulano da sé le diagnosi.
Una folla di parola vengono digitate ogni giorno: agorafobia, ansia, anoressia, attacchi di panico, perdita di autostima, binge eating, bulimia, disturbo borderline, burnout, ciclotimia, depressione, difficoltà nel controllo degli impulsi, disturbi dell’immagine corporea, disfunzioni sessuali, disturbo bipolare, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi del comportamento alimentare, disturbi psicosomatici, disturbo post-traumatico, distimia, fobie, insicurezza, insonnia, ipocondria, narcisismo, metereopatia, nevrosi, problemi relazionali e di coppia, psicosi, rabbia, stress…
 Come se con una diagnosi in tasca il più fosse fatto. Ma non è così. Una collezione di sintomi non fa una persona. La diagnosi è solo uno degli attrezzi di lavoro. Addirittura oggi, dall’unione delle parole Cyber e Ipocondria è stato coniato il neologismo “Cybercondria”, che sta ad indicare la costante preoccupazione per sintomi comuni rilevabile tramite ricerche via Internet.