Come lavoro

Colloqui Preliminari. Prima di iniziare un percorso, ci incontriamo alcune volte, di solito minimo tre volte, massimo cinque. Bisogna individuare il setting più adatto,  fornire tutte le informazioni necessarie, ” testare” la relazione, riformulare il problema attuale,  avere un primo momento di confronto sulla situazione e condividere il quadro d’insieme. La serie dei colloqui di orientamento alla psicoterapia è indipendente dal prosieguo dell’attività e può costituire un momento autonomo di consulenza e/o di avvicinamento al mondo interno. Nel corso dei colloqui si valuta se proseguire il lavoro e che tipo di opzione scegliere. Al termine c’è sempre una restituzione.

Riguardo ai percorsi strutturati nel tempo, offro differenti possibilità.

  1. Psicoterapia focale breve di  durata predeterminata. Di solito utilizzo un’opzione di circa dodici sedute continuative, una alla settimana. Questa opzione è indicata nel caso in cui si voglia lavorare sull’ampliamento delle prospettive con cui guardare un singolo problema. E’ un tipo di intervento con un focus specifico, che costituisce il quadro concordato del progetto. E’ utile nel caso ci si voglia concentrare su una sintomatologia specifica come ad esempio una sindrome fobica o di panico, ma anche qualora si debba prendere una decisione (a che facoltà universitaria iscriversi, se riprendere una relazione interrotta, se accettare una proposta di lavoro o cambiare città, o anche, ad esempio, come ristrutturare casa, perché la propria casa è bene che assomigli il più possibile alla propria anima) o anche in funzione di un obiettivo specifico, come ad esempio una dieta. In particolare modo, trovo molto significativo lavorare sulla propria immagine corporea e sul rapporto con il cibo proprio mentre ci si appresta a “mettere al lavoro”  il corpo. E’ un setting adatto a chi sa di non avere lo spazio interno per mettersi in gioco ad un livello più profondo, ma vuole comunque l’occasione di un confronto e di un supporto da parte di un professionista.

    Possiamo fidarci del fuoco a condizione di sapere che la sua legge è di estinguersi o di bruciare. Marguerite Yourcenar.
  2. Psicoterapia psicodinamica ad una seduta settimanale. L’orizzonte temporale che bisogna darsi è di qualche anno. E’ un setting molto indicato per chi ha la sensazione di essere bloccato nella propria crescita personale, ha sintomi indefiniti di ansia e depressione, ha bisogno di recuperare un equilibrio che sente perduto, necessita di un sostegno per fronteggiare un evento della vita. E’ il setting tipico anche per disturbi gravi ed acclarati quando il paziente sia seguito in contemporanea farmacologicamente da un/una collega psichiatra.
  3. Analisi. Lavoriamo con due o anche tre sedute settimanali. E’ il trattamento elettivo per chi vuole cambiare se stesso, conoscersi a fondo, recuperare il senso della propria storia e delle proprie appartenenze. In questo caso  ci disponiamo sempre ad accogliere il più possibile i prodotti dei pensieri della notte, i sogni. A volte, soprattutto per seri problemi di budget, si comincia con un assetto psicoterapeutico  e si decide poi di passare ad un setting analitico, nel momento in si è pronti occuparsi con determinazione e impegno del proprio modo di funzionare.

Utilizzo il setting vis-à-vis con il paziente e l’analista seduti (quasi) di fronte, come è tipico della tradizione junghiana.

Non lavoro con i bambini, per i quali consiglio terapeuti che abbiano una formazione specifica e non lavoro con le coppie.

Stai pensando a chiedere una consulenza psicologica? Leggi prima il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.